LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA'

La fabbrica venne formalmente ceduta dai soci delle famiglie Gilardi e Bettiza ai vari componenti alla famiglia Ferić nel 1926, a seguito della decisione assunta dal Consiglio Comunale di Spalato, nel gennaio del 1925, che, per timori di probabili frane e futuri disagi, vietava ulteriori sfruttamenti minerari alle pendici del monte Marjan. In tal modo venivano di fatto rese inservibili le cave della società che gravavano su quei terreni, ancora di proprietà della attività industriale e acquistati qualche decennio prima quale probabile investimento. Da questo momento in poi, la produzione avrebbe sofferto di ulteriori costi dovuti al trasporto della materia prima estratta da altre cave. A causa di tale decisione, una volta scaduto il precedente contratto sociale dalla validità trentennale, nel giugno 1925, la società venne rinnovata a scadenza annuale.

Spalato, Monte Marjan 1930-1935

Dietro allo stabilimento, ovvero sulle pendici del monte Marjan è ben visibile un progressivo ed ininterrotto sfruttamento minerario nelle immediate vicinanze del centro abitato di Spalato.

Nel 1926 la società veniva sciolta per volontà del socio LorenzoII° Gilardi che, in seguito, rifiutò di concedere il diritto di prelazione delle proprie quote ai restanti membri delle famiglie Gilardi e Bettiza. Come conseguenza, gli altri soci delle due famiglie, si trovarono costretti a vendere le proprie partecipazioni ai vari componenti della famiglia Ferić. La società cessò pienamente la sua attività il 31 dicembre 1927. All’atto della vendita, tutti i beni mobili ed immobili vennero suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo rappresentava i beni mobili ed immobili situati nel Comune di Spalato, mentre il secondo gruppo formato dai soli beni immobili situati nel limitrofo comune di Stobreč. Oggetto della vendita fu unicamente lo stabilimento di Spalato mentre restarono esclusi i terreni siti nel limitrofo comune di Stobreč dato che tutti gli appartenenti alle famiglie Gilardi e Bettiza ne rimasero proprietari.

La vendita venne formalizzata il 25.03.1929 quando LorenzoII° Gilardi vendette le proprie quote sociali a Marino Ferić di Vincenzo (10/60) e Ivan Ferić di Antonio (2/60) al prezzo di 780.0001) Dinari nonché in via del tutto eccezionale, 4/60 delle proprie quote sui terreni ubicati in Stobreč al solo Ivan Ferić2). Sempre lo stesso giorno, tutti gli altri soci della famiglia Gilardi e quelli della famiglia Bettiza vendettero ai vari componenti della famiglia Ferić le loro rispettive quote, al prezzo di dinari 2.253.000, mantenendo comunque tutti i diritti sulle proprietà ubicate nella limitrofa località di Stobreč. Unica eccezione, Vincenzo Bettiza (padre dello scrittore Enzo Bettiza), che in fase di ste-sura del contratto sembrerebbe aver cambiato idea, decidendo  di mantenere una quota di 4/603), che comunque poi vendette qualche anno dopo, ovvero nel 1931 all’ ingegnere Girolamo Ferić al prezzo di 260.000 dinari4). All’atto della vendita, i beni mobili ed immobili oggetto della vendita venivano dati in ipoteca per il prestito ottenuto dalla Srpska banka (Banca serba), Splitska trgovačka banca (Banca commerciale spalatina) e Gospodarska štedionica (Risparmio economico), trasferendo di fatto tutti i debiti alla la famiglia Ferić5). Il 3 Aprile 1929 a pochi giorni della stipula del contratto, Gilardi LorenzoII° morì ed in fase successoria si aprì un contenzioso di diversi anni. In tali circostanze il Tribunale di Spalato avviò la liquidazione della società che divenne effettiva solo il 6 Agosto 1942, per mezzo dei liquidatori Vincenzo Bettiza e Carlo Pfefferer. Le quote appartenenti a LorenzoII° vennero cedute alla famiglia Ferić nel 1933 dai suoi due figli maschi, Lorenzo III e Giuseppe che dal 1926 si trovavano a Zara per poter continuare gli studi in lingua italiana. 6)

Non appena Marin Ferić di Vincenzo divenne il socio di maggioranza (34/60), la fabbrica cambiò denominazione in PRVA DALMATINSKA TVORNICA CEMENTA PORTLAND MARIN FERIĆ & COMP. La produzione di cemento da parte della famiglia Ferić continuò sino al 1933, anno in cui gli impianti per la produzione del cemento, vennero ceduti in locazione alla società Adria-Portland per l’importo di 600.000 dinari. Esclusi da tale trattativa, gli uffici amministrativi e i locali per la produzione delle piastrelle.7) Tale contratto di locazione veniva sciolto il 25 febbraio 1935 in quanto dall’ottobre 1934, l’ Adria-Portland, a causa di difficoltà finanziarie, non era più stata in grado di pagare l’affitto.8) La decisione della famiglia Ferić di dare in locazione gli impianti per la produzione del cemento Portland veniva presa probabilmente per cercare di compensare difficoltà finanziarie. Fra il 1941 ed il 1943, periodo in cui la città di Spalato fu sotto il controllo delle truppe italiane, le autorità ordinarono ai proprietari di demolire i camini dei forni a causa dell’impatto negativo della fabbrica in abbandono che deturpava il paesaggio. Da allora la società continuò a produrre unicamente mat-tonelle fino ai primi anni sessanta, quando tutto il complesso fu abbattuto per costruire l’attuale hotel Marjan. Si esaurisce qui la storia della Gilardi & Bettiza, la più antica di tutte le fabbriche di cemento dell’intera Dalmazia. Sorta in tempi lontani in cui la vita politica di Spalato era ancora dominata dalla cultura italiana, intrisa del nascente liberalismo autonomista che esaltava costantemente la tradizione culturale e politica di Spalato speranza di un grande futuro commerciale per la città.  A mio modesto parere, mi sento di dire che la Gilardi & Bettiza, nonostante tutto, sarebbe stata una fabbrica che primo o poi sarebbe stata destinata a scomparire. La vicinanza di un simile impianto industriale, ad una delle più belle città della Dalmazia, avrebbe comunque comportato prima o poi la sua demolizione. Tanto è vero che le stesse autorità ne ordinarono l'abbattimento. Tutte le concause di matrice politica, economica e personali che portarono alla cessazione della società, accelerarono di qualche decennio ciò che sarebbe stato inevitabile.

 

Spalato - Veduta di Santo Stefano

 

Raffronto di due fotografie scattate dalla medesima posizione, ovvero dalla scalinata che conduce al monte Marjan, scattate in epoche diverse. Foto (A) scattata nel 1920 circa, foto (B) scattata negli anni Sessanta, dopo la costruzione dell'Hotel Marjan.

 

Spalato - Veduta del Monte Marjan e la parte occidentale del golfo di Spalato

 

Raffronto di due fotografie scattate dalla medesima posizione, ovvero dalla cima del campanile del duomo. Foto (A) scattata nel 1930 circa, foto (B) scattata nel 2015.  L’Hotel Marian, costruito nel 1963 sul sito ove sorgeva la “Prima fabbrica Dalmata di cemento Portland Gilardi & Bettiza, divenuta dopo il 1927 “Prima Fabbrica Dalmata di Cemento Portland Feric&Co”.

GALLERIA FOTOGRAFICA

Alcune fotografie ritraenti l'abbattimento dello stabilimento e la successiva costruzione dell'Hotel Marjan avvenuta bel 1963

Un ringraziamento a sloven Mosseting per avermi fornito le foto in Fig. 1-5

SEZIONE DOCUMENTALE

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QUOTE SOCIETARIE

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VENDITA DELLA SOCIETA'

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NOTE

NOTE:

1 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale - Notaio KATALINIĆ Bruno, atto n. 1594/1929;

 

2 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – Notaio KATALINIĆ Bruno atto n. 1595/1929,

 

3 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – Notaio KATALINIĆ Bruno atto n. 1593/1929,

 

4 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – Notaio KATALINIĆ Bruno, atto nr. 4984/1931 e dichiarazione suppletoria nr. 457/1933 poiché nel primo erroneamente riportato 2/60 anziché 4/60 o 2/30 quali sub-allegati 18-19 all’atto di liquidazione n. 5398/1942 atti notaio KAMBER Pietro;

 

5 - Zdravka J. M., Industrija cementa i izvoz tupine,  in «Grad i ljudi: Split 1918. – 1941» , Zagabria Hrvatski institut za povijest,  2009, pp. 202-205 e DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – Notaio KARGOTIC Luigi atto n. 31658/1927;

 

6 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – atto nr. 5398/1942 -KAMBER Pietro;

 

7 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – Notaio KATALINIĆ Bruno, atto n. 626/1932;

 

8 - DAS – HR DAST 19 – Fondo Notai Dalmazia Centrale – Notaio KATALINIĆ Bruno atto n. 101/1935,

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